Addii e nuovi inizi

MESSAGGIO IMPORTANTE!!!

Questo è l’ultimo articolo che scriverò su vivalacopy.

Da oggi mi troverete sul mio dominio ufficiale: www.lacopy.it.

Digitando vi troverete su www.lascaf.it: tranquilli sono sempre io, era un dominio che avevo acquistato in precedenza e sul quale ho reindirizzato lacopy!

È stato un piacere condividere il mio inizio con voi, adesso la storia continua… vi aspetto! 😉

La copy

Tutto è cominciato in una calda serata primaverile.

C’eravamo io ed il mio Sony Vaio bianco, fogli sparsi sul tavolo, 6 o 7 mila tra penne e pennarelli e la voglia di lanciarsi. C’era la stanchezza di un giorno di lavoro alle spalle mista all’adrenalina che sale quando cominci un nuovo progetto.

Mi tiro su le maniche e, dopo aver acquistato il dominio, inizio a creare il mio sito: http://www.lacopy.it. (Penso: Sììììì ce la farò!!!)

Questo è quello che avevo intenzione di fare. E che, in un certo senso avevo fatto. In realtà verso la mezza (mezzanotte e mezza) dopo un po’ di ore al pc qualcosa si blocca e tutto il mio lavoro va in frantumi 😦

Ma, come dicono a Saint Vincent, sono una capatosta per cui decido che il mio nuovo sito sarebbe stato online per il mattino seguente. Non si dorme fino a quando non realizzo il mio blog!

Eccomi allora a cercare un nuovo dominio disponibile che avesse qualcosa in comune con me (La copy!) e che potesse sostituire quello che avevo acquistato….

..E fu così che nel mio delirio notturno nacque “vivalacopy”.

Oggi ci salutiamo per cominciare una nuova avventura. I bagagli sono pronti e se è vero che c’è un po’ di nostalgia per questa pagina che mi ha dato molte soddisfazioni, c’è di nuovo l’adrenalina del viaggio.

Perché non sappiamo mai dove arriveremo fintanto che non muoviamo il primo passo.

Grazie a tutti voi, vi aspetto su www.lacopy.it

Maria Teresa

Maria Teresa Scafarelli

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SCRIVI IN ITALIANO, SALVA UN COPYWRITER.

CAMPAGNA SOCIALE PROMOSSA DAL MINISTERO DELLE MERENDINE.

Ogni 7 secondi un copywriter muore.

Mentre leggi questo articolo si sta consumando una tragedia.

Un copy è agonizzante davanti allo schermo del suo pc. Scorrendo tra le pagine dell’ultimo blog di tendenza ha scoperto che l’italiano è in via d’estinzione.

copywriter agonizzante

Ma c’è ancora un barlume di speranza. Tu, sì, proprio tu che stai leggendo ora, puoi salvare la vita di un giovane scrittore.

Esistono degli oggetti di forma rettangolare che raccolgono fogli, detti pagine, in cui, sotto forma di raggruppamenti di frasi, si annida il sapere. Tali oggetti si chiamano libri.

Si usavano prima dell’avvento della tecnologia, del perché con la x (xché) e degli emoticon, e non solo per metterli sotto il tavolo traballante o per schiacciare la zanzarina malefica che ci rompe le scatole davanti alla tv.

I libri salvano la vita ai copywriter perché evitano l’estinzione della nostra lingua.

La lingua riflette il nostro modo di pensare e i pensieri ci rappresentano nella vita di tutti i giorni. Dunque se scriviamo male vuol dire che non ci curiamo abbastanza del modo in cui comunichiamo i nostri pensieri.

“Le parole sono preziose, vanno pronunciate quando aggiungono qualcosa; se servono da sottofondo, preferisco la musica chillout”

SCRIVERE BENE ALLUNGA LA VITA

La lingua diventa brutta e imprecisa perché i nostri pensieri sono stupidi, ma la trascuratezza della nostra lingua ci rende più facile avere pensieri stupidi” .

George Orwellscrivere bene

Le parole sono magiche. Grazie alle parole possiamo rendere i nostri pensieri reali, trasformare l’invisibile in tangibile, mettere le ali ai nostri progetti.

Ma…C’è sempre un ma. La magia funziona a patto di utilizzare le parole giuste.

La nostra lingua è ricchissima di parole ma, di fatto, nell’esprimerci ne utilizziamo una parte molto esigua. Per usare una metafora: abbiamo una stanza enorme a nostra completa disposizione e ci accontentiamo di starcene in un angolino.

Ciascuna parola contiene in sé un significato preciso fatto di sfumature che la rendono unica e diversa da tutte le altre.

L’80% dei conflitti potrebbe essere evitato se imparassimo ad utilizzare le parole giuste al momento giusto. Quanti litigi dipendono dalle incomprensioni? Le incomprensioni derivano dal fatto che non ci adoperiamo abbastanza nella scelta delle parole quando ci confrontiamo con il nostro interlocutore. Non possiamo entrare nella testa delle persone e modificarne i pensieri, ma possiamo comunicare in modo tale da non esasperarli. A questo punto la domanda è:

Come migliorare la comunicazione ?

  1. Idee chiare. Se non avete le idee chiare su quello che volete comunicare emetterete messaggi confusi e chi vi ascolta non li capirà. Se siete preparati sull’ argomento da trattare le parole verranno da sole. Raccogliete le idee e scrivete in sequenza i punti che volete trattare. Già il fatto di scrivere vi renderà tutto più chiaro.
  2. Pensate agli effetti che produrrà la vostra comunicazione. La comunicazione è un flusso bilaterale tra persone (“concentrati di emozioni, testa e ormoni”), in cui la componente relazionale ha un grosso peso. A seconda del vostro modo di comunicare potete ottenere risultati diversi. Se vi porrete in modo gentile, raccoglierete gentilezza, viceversa un tono aggressivo attirerà chiusura e astio.
  3. Responsabilità. Se l’interlocutore non afferra il messaggio che gli state comunicando c’è qualcosa che non va. La comunicazione è un “gioco” in cui chi invia il messaggio si assume la responsabilità di sintonizzarsi con chi ascolta. Voi conoscete i contenuti da trasmettere, voi decidete il tono da utilizzare e sempre voi scegliete le parole per comunicare il vostro messaggio. Se vi sentite incompresi dal mondo forse è giunto il momento di rivedere la vostra comunicazione.

Chi parla male non vive necessariamente male, ma vive con una minore consapevolezza e, la consapevolezza, assieme all’ umorismo, è ciò che distingue l’uomo dal babbuino”. A. Zaltron

SEI PRONTO AD APRIRE QUELLA PORTA?

Uno dei motivi per i quali ho scelto di intraprendere il mestiere di copywriter riguarda il potere delle storie. Sono sempre stata affascinata dalle innumerevoli potenzialità narrative che ciascuna storia racchiude.

Mi spiego meglio.

Provate ad immaginare la vostra vita come un corridoio. Ai lati del corridoio ci sono numerose porte. Dietro a ciascuna porta c’è a sua volta un corridoio con altre porte che accedono ad altri corridoi, così da formare un reticolo interconnesso.

corridoio

Le porte rappresentano le persone che incontriamo lungo il cammino.

Dagli incontri possono nascere innumerevoli opportunità. Vi spiego cosa intendo..

Ero così presa dalle piccole noie del quotidiano che non mi ero accorta di aver ricevuto un dono meraviglioso.

In qualsiasi momento della mia vita, ovunque nel mondo, ho la possibilità di conoscere persone che hanno una storia diversa da raccontare.

Pensateci un attimo, ciascuno di noi ha un vissuto differente dal quale ha avuto la possibilità di apprendere come funziona un “pezzetto di mondo”. Grazie al confronto fatto di ascolto ed empatia gli incontri hanno il potere di generare idee e progetti extra-ordinari, frutto della mescolanza di culture, visioni e prospettive differenti. 

empatia

Vi svelo un segreto. Questo dono è stato fatto a tutti noi. Solo che siamo talmente presi a lamentarci di ciò che non va che non ce ne siamo ancora accorti. Chi ha acquisito questa consapevolezza abbraccia la vita e sorride.

La felicità è dietro quella porta. Cosa aspettate ad aprirla?

7 LIBRI CHE VI CAMBIERANNO LA VITA – parte seconda

Buon pomeriggio amici, come promesso, ecco la seconda parte della mia personale classifica dei “libri che vi cambieranno la vita”.

reading can seriously damage your ignorance

4. Il Profeta di Kahlil Gibran – Bompiani € 9,90

Il profeta Almustafa è in procinto di lasciare la terra dove ha vissuto 12 anni in contemplazione. Prima di partire gli abitanti del luogo lo esortano a condividere con loro i suoi insegnamenti sugli aspetti più importanti della vita: l’amore, la gioia ed il dolore, la libertà, l’amicizia, il tempo, il lavoro.

Lo stile di Gibran è delicato, le sue parole vibranti smuovono i cuori e inducono alla riflessione sul significato della vita. A proposito dell’amore, ecco le parole del protagonista:

L’amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso. L’amore non possiede, né può essere posseduto. Perché l’amore basta all’amore. E non potete pensare di comandare il cammino dell’amore: se vi trova degni, è lui a dirigere il vostro cammino. L’amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso.”

il profeta

5. Le chiavi del successo di Shiv Khera – Il punto d’incontro € 13,90

Ho scoperto questo libro per caso qualche anno fa, mentre spulciavo tra gli scaffali della Fnac  in cerca di nuovi input. Sono sempre un po’ scettica quando scelgo i miei “manuali formativi” ma questo mi ha sorpreso per il suo stile sintetico e concreto. L’autore, trainer e consulente di aziende come Luftansa, e Johnson & Johnson, invita il lettore ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte e a coltivare i propri talenti per vivere la realtà che desidera.

Mi è piaciuto perché spiega concetti semplici, fornisce strumenti pratici e accende l’ispirazione attraverso piccole storie e aforismi, come questo:

Hai una scelta nella vita: puoi pagare il prezzo della disciplina oppure pentirti di non averlo fatto”                           

                                                                                                 Tim Connor

6.I segreti della mente milionaria di T.Harv Eker – Gribaudi € 14,00

Una delle materie che dovrebbero insegnare a scuola, dopo l’educazione sentimentale, è la gestione finanziaria. Quante persone possono dirsi realmente capaci di compiere le scelte migliori per assicurarsi una vita agiata? Beh, io penso che tutto possa essere appreso. E se non sono in grado di fare una cosa è perché non l’ho ancora imparata (o, se non m’interessa, perché non ho voglia di farlo!). L’estate scorsa sono rimasta affascinata dalle rivelazioni di questo libro ricco di idee, intuizioni e strategie per acquisire o migliorare la capacità di gestire le nostre finanze. Leggetelo, vi illuminerà!

Non basta essere nel posto giusto al momento giusto. Occorre essere la persona giusta nel posto giusto al momento giusto

gestione finanziaria

7. La parola immaginata di Annamaria Testa – Il Saggiatore € 16,00

Lo confesso, qui sono di parte. Se siete dei copywriter o lavorate nel mondo della comunicazione, sapete bene di cosa parlo. Questo libro non è un semplice libro.

La parola immaginata è la Bibbia dei copy.

Se fate un altro lavoro perdonatemi, non so se cambierà la vostra vita ma la mia di certo sì. Attraverso le pagine de “La parola immaginata” Annamaria Testa ha formato migliaia di giovani pubblicitari che, grazie alle sue parole, alla sua ironia e al suo piglio deciso ma garbato, si sono innamorati di questo mestiere.

Una storia d’amore di tutto punto, irragionevole e pronta a durare per sempre.

https://www.youtube.com/watch?v=Wr2YJoQeYsE

TUO FIGLIO NON È STRANO, È SOLO AFFETTO DA CREATIVITÁ DIFFUSA PUNTIFORME.

La CDF, Creatività Diffusa Puntiforme è una patologia che colpisce il 40% della popolazione mondiale, senza distinzioni di sesso, razza o ceto sociale. Essendo virale, la Creatività Diffusa Puntiforme può essere particolarmente contagiosa nei casi in cui l’individuo venga a contatto con personalità brillanti in grado di produrre ispirazione profonda o innescare ragionamenti che lascino la mente libera di volare oltre gli schemi.  Tuo figlio è affetto da Creatività Diffusa Puntiforme se manifesta i seguenti sintomi:

  1. Sogno ad occhi aperti. I processi cerebrali attivati nel “sogno ad occhi aperti” sono gli stessi associati alla fantasia e alla creatività. Quando, guardando tuo figlio, nutrirai il sospetto che abbia la testa tra le nuvole in realtà potrebbe trovarsi in una fase di incubazione creativa.sogno ad occhi aperti
  2. Osservazione di ogni cosa. Nei casi avanzati la Creatività Diffusa Puntiforme comporta una vivace curiosità unita alla capacità di leggere negli eventi innumerevoli possibilità. Il creativo riesce a cogliere piccoli dettagli e a caricarli di significati profondi e inattesi.
  3. Propensione a lavorare ad orari insoliti. Se tuo figlio ha scambiato il giorno per la notte e non usa più il pannolino da almeno 25 anni, è probabile che segua il flusso della sua mente e strutturi le sue giornate di conseguenza.
  4. Bisogno di solitudine. Gli individui affetti da Creatività Diffusa Puntiforme hanno bisogno di entrare in contatto con la loro parte più intima per riuscire ad esprimere ciò che hanno dentro.
  5. Ricerca di nuove esperienze. La produzione creativa è l’espressione tangibile di un mix di apertura emozionale, attitudine all’ elaborazione fantastica e spiccato orientamento all’ esplorazione.ricercare nuove esperienze
  6. Necessità di circondarsi di bellezza. L’animo creativo si nutre di bellezza. Il senso estetico va ricercato e contemplato ovunque ed in ogni sua forma.
  7. Perdita della cognizione del tempo. Nello stato di Creatività Diffusa Puntiforme l’individuo si pone in una condizione mentale di totale estraneità rispetto allo scorrere del tempo. La sua concentrazione è tale da renderlo immune da qualsiasi pressione esercitata dall’ ambiente esterno.
  8. Capacità di unire i puntini. Nei casi più gravi di Creatività Diffusa Puntiforme i soggetti costruiscono nella loro mente una visione, frutto dell’incontro di pensieri, idee e situazioni diverse. Talvolta tale visione genera scenari e azioni in grado di condizionare la vita di molti, determinando cambiamenti epocali.  

Se hai riconosciuto almeno 6 di questi 8 sintomi tuo figlio è destinato ad essere un individuo fuori dal comune. Tranquillo, in un mondo che funziona al contrario vince chi ragiona abbattendo la rigidità degli schemi e lasciando il pensiero libero di fluire, alla ricerca di associazioni e spunti in grado di arricchirlo e di produrre crescita. E poi ogni tanto, tra tutti gli individui affetti da Creatività Diffusa Puntiforme, emerge un genio. Riconosci qualcuno?Steve Jobs giovane con la mela

La creatività è solo saper connettere le cose. Quando si chiede alle persone creative come hanno fatto qualcosa, si sentono un po’ in colpa, perché in realtà non lo fanno, hanno solo visto qualcosa.

“Non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’ indietro. Dovete aver fiducia. Fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa.”

Steve Jobs

STIMOLARE LA CREATIVITÀ CON LE MAPPE MENTALI

Oggi vi parlo di uno strumento molto utile nello sviluppo del pensiero creativo, utilizzato per migliorare la nostra capacità di produrre nuove idee e che, una volta acquisito, vi consentirà di avere una maggiore elasticità mentale e di apprendere informazioni più rapidamente.

stimolare la creatività

La nostra mente tende ad associare immagini e pensieri in modo spontaneo e naturale. Le mappe mentali sfruttano questa attitudine del cervello per trasferire e fissare concetti in modo efficace. Ma, vi starete chiedendo, come funzionano?

Le mappe mentali si basano su una potente tecnica grafica che funziona come una chiave universale capace di “aprire” il cervello umano per liberare il suo potenziale.

Grandi geni come Mozart, Einstein, Picasso e Leonardo, nel momento della creazione, affidavano le loro idee a schizzi, bozzetti, appunti e disegni che li aiutavano a mettere a fuoco, con estrema sintesi visiva, un’intuizione che successivamente avrebbero elaborato.

guernica-schizzi

L’utilizzo delle mappe mentali ci induce a sfruttare appieno il potenziale del nostro cervello, supportandoci nelle fasi decisionali, nell’ apprendimento e nello sviluppo della creatività. L’ efficacia delle mappe mentali è riconducibile al modo in cui sono costruite; la struttura delle mappe mentali infatti, con i suoi rami interconnessi, riproduce perfettamente la struttura gerarchica del pensiero.

Come è fatta una mappa mentale?

Una mappa mentale che si rispetti deve essere EFFICACE, STIMOLANTE, BELLA DA VEDERE e DIVERTENTE DA CREARE.

Al centro c’è il FOCUS, ossia il punto nodale su cui concentrare l’attenzione.

Dal centro partono dei rami che rappresentano i temi principali.

A ciascun ramo è associata un’immagine, una parola chiave* o un dettaglio tecnico.

Dai rami principali si diramano altre ramificazioni minori che rappresentano i temi secondari.

mappe mentali

*Una PAROLA CHIAVE è una parola che da sola è in grado di rievocare un intero concetto.

5 “parole magiche” per creare la mia mappa mentale:

“La vera libertà mentale è la capacità di creare ordine dal caos” – Tony Buzan

5 parole magiche

  1. Enfasi. L’entusiasmo è un grande alleato di memoria e creatività. Mettiamo al centro le parole e le immagini più importanti. Scriviamo in maiuscolo variando la dimensione dei caratteri a seconda del rilievo degli argomenti.
  2. Associazione. La creazione di collegamenti è alla base dello sviluppo di nuove idee. Usando le frecce nello schema a rami diamo una direzione spaziale ai pensieri. Colori, figure e codici migliorano la visualizzazione delle connessioni e ci consentono di personalizzare la mappa.
  3. Chiarezza. Usando una sola parola chiave per linea riusciremo ad individuare subito il concetto principale. Scrivendo in stampatello avremo una fotografia e immediata per la nostra mente.
  4. Personalizzazione. Lo stile della mappa rispecchia lo schema mentale di chi la disegna. Più la rendiamo personale più il nostro cervello sarà in grado di identificare nello schema le proprie modalità di ragionamento.

PLUS! Per approfondire…

Breve storia delle mappe mentali:

Sul finire degli anni 50 lo psicologo americano David Ausubel parlò di apprendimento significativo, sostenendo che per apprendere in modo significativo gli individui devono poter collegare una nuova informazione a concetti che già possiedono. La conoscenza avviene attraverso l’elaborazione del significato. Questa teoria è agli antipodi rispetto a quella dell’apprendimento meccanico che sostiene che il contenuto è già definito nel suo significato e l’allievo deve solo imprimerselo nella mente. Secondo Ausubel l’apprendimento avviene per scoperta, essendo un processo partecipato e attivo.

Negli anni 60 Joseph D. Novak rielaborò le teorie di Ausubel e creò le mappe concettuali per schematizzare e integrare nuove idee e informazioni in strutture cognitive preesistenti, basandosi sulla capacità del pensiero di creare associazioni.

Nei primi anni 70 Tony Buzan, attualmente uno dei massimi esperti di apprendimento a livello mondiale, ha elaborato e divulgato le idee di Novak dando origine alle mappe mentali. Il suo libro Usiamo la testa è considerato tra i migliori del millennio.